Il Complotto
Vidi la morte in faccia quel due agosto1
quando il rombo dei Packard mi portava
verso le vampe degli incrociatori
a nord di Gizo, nelle Salomone.
Finimmo in acqua in quindici, due morti,
il caccia2 che ci aveva speronati
spense con la sua scia la gora in fiamme
della benzina che già ci soffocava.
Da allora la fortuna ci sostenne:
a nuoto raggiungemmo una scogliera
nel Ferguson Passage.
Latte di cocco ci dissetò e lavò.
In mezzo ai giapponesi per sei giorni
ci nascondemmo e fu fortuna ancora
che un’altra silurante ci trovasse.
Chiusi la mia partita con la guerra
e vissi la mia vita straordinaria.
Ma il complotto mi voltò le spalle quando
quel “tiro incredibile” di Oswald
voluto da Marcello e Sam Jancana3,
sulla Elm Street, a Dallas, era novembre4,
distrusse me e il sonno di mia moglie.